SANT’ILARIO DI POITIERS

Sant Ilario di Poitiers

Sant Ilario di Poitiers

Ilario, vescovo di Poitiers, lì nacque all’inizio del quarto secolo. I suoi genitori erano pagani e di elevata condizione sociale, così che Ilario poté godere di una istruzione completa. Nell’introduzione al suo trattato sulla Trinità egli descrive le tappe che un pagano attraversa per giungere alla conoscenza di Dio, che la filosofia pagana rivela solo confusamente, mentre il cristianesimo in modo chiaro. Questa descrizione rappresenta evidentemente la sua esperienza personale. Poiché egli siprofessò il cristianesimo solo negli anni della maturità.
Verso l’anno 350 la sua comunità lo acclamò vescovo di Poitiers.
I tempi non erano dei migliori per i cristiani: l’imperatore Costanzo era determinato a fare dell’arianesimo il credo dominante dell’Occidente, come lo era diventato in Oriente. A tal fine, esercitò una pressione intimidatoria sui vescovi. Ilario si pose da subito in antagonismo con l’imperatore, dedicando tutte le sue energie per resistere alla diffusione dell’arianesimo. Le sue convinzioni indussero un certo numero di vescovi gallici a rifiutare la comunione con il vescovo ariano di Arles, Saturnino, e ad inviare una lettera all’imperatore (355) dove questi veniva invitato a desistere dalla sua politica di coercizione. Al Concilio di Beziers (356), presieduto da Saturnino, gli ariani erano in maggioranza, e misero a tacere Ilario quando questi si alzò per difendere il credo niceno. Pochi mesi dopo, egli fu esiliato in Frigia, dove si dedicò agli studi della lingua e letteratura greca, e ad approfondire le dottrine della Chiesa d’Oriente. Nel 359 scrisse il suo lavoro sui sinodi (De Synodis), uno studio storico delle confessioni della Chiesa d’Oriente, con una definizione della propria posizione. Il miglior prodotto dell’esilio (359 o 360) è stato un trattato sulla Trinità (Lib. XII. De Trinitate). Ispirato dai decreti ariani del Concilio di Costantinopoli (360), scrisse una seconda lettera a Costanzo, in cui si offriva di difendere pubblicamente la sua fede davanti a lui e ad un sinodo di vescovi. Costanzo, che doveva fare l’arbitro della questione, non accolse la sua proposta; tuttavia, ritenendo la sua presenza più dannosa in Oriente che in Gallia, lo fece tornare a Poitiers.
Al suo ritorno, Ilario si fece promotore della fede nicena. Il Consiglio di Parigi (361), sotto la sua guida, scomunicò Saturnino. Quando anche in Italia si diffuse l’arianesimo, Ilario si presentò improvvisamente a Milano, per lanciare le sue accuse contro il vescovo Aussenzio. Questi, però, era nelle grazie dell’imperatore, che fece cacciare pertanto Ilario dalla città. Ilario spiegò la vicenda in un lavoro contro Aussenzio (del 365). Secondo Sulpicio Severo (II Chron.. 45), sant’Ilario morì l’anno successivo.
E’ stato dichiarato Dottore della Chiesa cattolica da Pio IX nel sinodo di Bordeaux, nel 1851.


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